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LACRIME DEL SOLE
Siamo lacrime del sole siamo fiato del vulcano siamo cenere di vento siamo polvere di grano siamo i solchi della terra siamo i calli della mano siamo avanzi delle nuvole siamo pane quotidiano
Siamo limite e soglia siamo tutto e siamo niente siamo il fuoco che si accende il fuoco che si accende nel cuore e nella mente
Siamo linea di cometa siamo il cerchio dell'anello siamo i tacchi di una danza siamo punta di coltello
Siamo schiaffo del bagliore siamo ombra di carezza siamo sabbia dei deserti siamo i sassi di una piazza
Siamo limite e soglia siamo tutto e siamo niente siamo il fuoco che si accende il fuoco che si accende nel cuore e nella mente
Siamo labbra di un sorriso siamo sangue ossa e sudore siamo il sogno di una cosa siamo lacrime del sole
Siamo limite e soglia siamo tutto e siamo niente siamo il fuoco che si accende il fuoco che si accende nel cuore e nella mente
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La cultura
contadina è stata per millenni una cultura legata alle stagioni, a
una scansione del tempo ciclica e non storica. E quell’essere stati
fuori dalla storia non va perduto, non va dimenticato poiché molto
c’è in quella cultura che oggi va ripreso e rivalutato.
Soprattutto l’essere parte di tutto l’universo. Di ciò che è vita e
che ogni volta ci appartiene e nello stesso tempo ci oltrepassa.
Cantare oggi questo sentimento, questa religiosità, ci permette di
dare una risposta a ciò che siamo e a chi siamo. Per farlo abbiamo
ritrovato una canzone gaelica, dei celti, dell’inizio della storia
europea. Questa canzone dice di essere tutto, di essere presenti a
tutto ciò che accade. “Io sono il vento che soffia sul mare, sono
l’onda dell’oceano, sono il toro delle sette battaglie, sono
l’aquila della roccia…”. |
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