La testimonianza storica di un passato che è e resta profondamente nostro. Una riflessione sul giusto valore culturale dell’agricoltura, in un contesto sociale come quello in cui viviamo: moderno, post-industriale, complesso. Un contesto che ha ancora estremamente bisogno, anzi, non può fare a meno, dell’agricoltura. Questo è il senso che vogliamo dare alla nostra iniziativa, all’abbinamento coraggioso tra arte, musica e terra. Tra uomini con storie diverse alle spalle ma uniti dal sentire comune di valori che derivano dalla stessa Resistenza. La scelta di coinvolgere un grande artista e musicisti straordinari non è certo frutto di un’improvvisazione o di una casualità: tutto è stato curato con entusiasmo e dedizione. A partire dalla copertina del Cd, un’opera di Enzo Cucchi, un dono che ci rende orgogliosi e che rafforza la nostra convinzione che la stessa agricoltura è arte.

Quanta sapienza e cultura c’è nel lavoro di un agricoltore: saper trarre vita da vita non è la più alta espressione umana?

L’agricoltore, come il padre di Enzo, è esso stesso un grande operatore culturale: un uomo che per tutta la vita, con fatica, sudore e grande passione, pratica l’arte dell’innesto, l’arte della coltivazione, l’arte del saper trarre i frutti della terra.

Frutti che “soddisfano”, al medesimo tempo, la vista, il tatto, l’olfatto, il gusto e, perché no? In qualche caso, anche l’udito e rende la natura vivibile.

Questa nostra iniziativa vuol essere prima di tutto un omaggio ai nostri agricoltori perché si riapproprino del loro ruolo nella società e ai nostri giovani perché sappiano e ricordino sempre la profondità delle radici da cui nasce la nostra libertà.

 

CIA MARCHE