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I Gang sono tornati ma solo per ripartire. E' questo quello
che si percepisce ascoltando Controverso, che si dimostra un passo in avanti CONTRO il
rischio di appagamento e rilassamento dopo 3 anni di silenzio e 2 decenni sulla strada; è
un passo in avanti anche VERSO un futuro ancora da conquistare e vivere da protagonisti.
Controverso si pone sicuramente tra le opere più riuscite dei fratelli Severini, insieme
a Reds, Storie d'Italia e Le radici e le ali, recuperando anche ciò che c'era di buono in
Fuori dal controllo, che lasciava un po' desiderare dal punto di vista della produzione.
Il disco parte "piano" con Danza nella luce ma è con la seconda
traccia che l'album prende il volo e ci fa ritrovare i Gang migliori. Da Qui in
avanti, infatti, è un crescendo di emozioni, si va dai toni pacati di Se mi
guardi, vedi alla violenza di Lavami nel sangue dei miei nemici, passando
per la dolce ed evocativa Quando gli angeli cantano.
Controverso è un disco che riconcilia, che soprattutto ti fa riflettere ( Vorrei,
Dopo come primavere ), ma che non disdegna il caro vecchio rock'n'roll, come quello
di qualche tempo fa, vedi Nagual, il messaggero e soprattutto Prima della
guerra ( bella la citazione di Dario Fo ). Ma non c'è dubbio, è la
nona la canzone che ci rimanda tutti a casa, tranquilli che i Gang sono ancora
presenti e vivi nel nostro cuore e nelle nostre menti; Paz è infatti una canzone
da brivido, di quelle che ascolti la prima volta e ti rendi conto di aver vissuto un
esperienza magica, difficilmente ripetibile e allora la riascolti subito per assaporare
con calma la sua bellezza celeste ( di canzoni su Pazienza sono state scritte diverse
ultimamente, questa è tra le migliori ). Ma il disco è pieno di altre gemme come la
evocativa Non è di maggio ispirata da "Le ceneri di Gramsci" di
pasoliniana memoria, la irruente Io e te e Reflesciasà che può contare
sul felice contributo di Erri de Luca che continua il percorso delle illustri
partecipazioni iniziato nel precedente disco da Tom Robbins.
Grazie Fratelli, grazie per aver tenuto duro, grazie per averci riprovato, grazie per
esserci ancora; speriamo di non dover aspettare altri tre anni per il prossimo e
chissà che un giorno non possiamo trovarci sulle rive del sogno su una piazza italiana
sotto l'arcobaleno.
ANDREA MICHELETTI
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