| Andrea "Miche" ci racconta come è andata a Siena, il 2
febbraio
Chiusi, Acquaviva, Torrita, Sinalunga, sono queste "Le stazioni di una
passione" che mi dividono da Siena e dai Gang.
Arrivato al circolo Arci con grande anticipo, nonostante le difficoltà di orientamento (
sarà stato l'aperitivo o la birra? ) decido, insieme con la mia girlfriend, che forse si
può ammazzare il tempo facendosi una bella pizza, che mangiamo con difficoltà per la
birra che piano piano comincia a farsi sentire e a rendere difficile la masticazione. Dopo
questi fatti, di cui vi direte "ma chi se ne frega" ( e con ragione ), ci
dirigiamo verso il locale dove suoneranno i mitici Fratelli Severini. Dopo un'altra birra
( cazzo ma quanto beviamo? ) salgono sul palco un vecchia conoscenza per chi segue da anni
la band marchigiana, ovvero i Ratoblanco di Marco Mezzetti, fedele compagno dei Gang nelle
escursioni toscane.
Zone di polizia, Milano 2 , Il padre il figlio e
lo spirito santo, del purtoppo ormai introvabile primo omonimo album, più una
nuova composizione di cui non ricordo il titolo, scaldano gli astanti, con schitarrate che
rimandano alla memoria i famosi pistoleri di Brixton, che infatti vengono subito
coverizzati con due splendide canzoni, Bankrobber e Safe European
home. Strummer e Jones, vi prego non tornate insieme!!!!!!!
Così, poco dopo, introdotti dalle immancabili note di Morricone entrano in scena loro, i
bombardieri di Filottrano, capeggiati da quel Marino Severini che tanti vedrebbero bene
come Presidente del Consiglio ( proprio così viene presentato da Marco alla fine del
concerto). Si parte subito con Socialdemocrazia, vero e proprio cavallo
di battaglia nelle esibizioni dal vivo. Da ora in avanti "ci saranno guai". Fino
alla fine fa saltare l'intera struttura, tutti a ballare e a cantare insieme. La
tensione non si allenta, vengono infatti sparate una dietro l'altra La corte
dei miracoli e Johnny lo zingaro, sì proprio quella,
direttamente da "Le radici e le ali"!!!!!!!! Il clima caldo e avvolgente viene
placato da La painura dei 7 fratelli, che anticipa la canzone simbolo dei
F.lli Severini, Bandito senza tempo cantata a squarciagola da tutto il
pubblico. Le radici e le ali rialza il tiro, ritmo serrato, con la
chitarra di Sandro a fare scintille con quella di Marino. Prima della guerra e
Il bandito Trovarelli ci conducono energicamente verso gli ultimi due brani della
scaletta: Comandante e Kowalsky, altri due classiconi
che mandano in delirio i regazzi sotto il palco. Accompagnati da Marco dei Ratoblanco, i
Gang tornano sul palco per i bis conclusivi: La lotta continua (con la
presentazione di tutta la band, veramente in gran forma ) e I fought the law (
ma perchè non alternarla ogni tanto con qualche pezzo in inglese del primo periodo? )
chiudono alla grande un concerto difficile da dimenticare. I Gang sono in grande forma,
spaziando e pescando brani dai vari periodi artistici, suonando solo una canzone
dell'ultimo album ( "Prima della guerra" ). Forse in vista dell'imminente album
dal vivo, stanno assestando la scaletta, provando e suonando un po' tutto il repertorio
concertistico. Per quanto riguarda me, Siena, Sinalunga, Torrita e Acquaviva sono le
ultime stazioni di una passione dura a morire. |