Un grande compagno di viaggio....fra i tanti che si sono avvicendati alla corte dei Gang è quello che più ha lasciato il segno, 11 lunghi anni che lo hanno visto protagonista in 6 dischi. Nel '95 scrive questo breve intervento per la rivista Smemoranda.

di Andrea Mei

"La prima volta che ho incontrato Marino e Sandro è stato a Senigallia in uno studio di registrazione.storie1.jpg (14289 byte) Ricordo che mentre ero li, alle prese con il gruppo col quale suonavo allora, su una questione di reverberi e cose del genere, arrivarono questi due con l’aria da rockers. Stivali, chiodo, cappello.   Sembrava che indossassero quei vestiti da sempre. Erano venuti a registrare un carillon per il finale del loro disco… Anche se il loro aspetto lasciava intendere il contrario, si rivelarono simpatici e cordiali. Uno parlava con il cantante del mio gruppo in continuazione di Internazionalismo e fumava una sigaretta dietro l’altra e l’altro non perdeva occasione per fare una battuta e rendere meno serio l’argomento. Da quel giorno è passato tanto tempo e non è che Marino e Sandro siano cambiati molto. Marino non fa che parlare e fumare e Sandro è sempre pronto per una battuta. Non avrei mai immaginato che solo quattro mesi dopo quell’incontro sarei salito con loro sul palco del DOC (quanto ci manca, c'è chi si deve accontentare di Red Ronnie...n.d.r.). e che li avrei seguiti su e giù per l’Italia in tutti questi anni. Con loro ho imparato che la vita di un musicista è fatta di autostrada, furgoni, palchi, sale di incisione, stress e sbornie. Ma soprattutto ho potuto incontrare tante realtà sociali e politiche che mi hanno arricchito sia dal punto di vista culturale che umano. Anche per Sandro e Marino questi incontri sono stati importanti. Sono proprio questi rapporti e le relazioni che permettono un’evoluzione, una crescita artistica del gruppo. La linea artistica dei Gang è poi la coerenza con cui di volta in volta vengono realizzate le scelte musicali. Abbiamo cercato sempre di avvicinarci il più possibile, nella fase di realizzazione, a quello che in teoria ci eravamo proposti, ma non sempre la cosa è stata semplice. Comunque il maggior pregio dei Gang è quello di non tener conto della via più facile, di come (in teoria) una canzone potrebbe vendere di più o di cosa va di moda. In questi anni ho capito che non premia inseguire il successo. E’ molto gratificante seguire la propria strada senza badare a facili consigli e a banali analisi di mercato perché comunque le mode passano, i Gang no".

 

 

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