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da rockit la
recensione di FUORI DAL
CONTROLLO
Ragazzi che scossa! Sinceramente non so
dirvi se è a 320 o 180 volts, ma questo importa poco. La cosa più interessante è
ascoltare il nuovo (capo)lavoro dei fratelli Severini, due eroi della scena rock italiana
che sono in giro fin dai primi anni '80 e oggi ritornano con un album che forse
acquisteranno in pochi e che di conseguenza solo la minoranza "morettiana" di
"Caro diario" potrà apprezzare. Comunque non c'è alcun problema, gli altri
sapranno scoprirlo se avranno l'opportunità di percepire alcune "scariche"
delle 13 canzoni che costituiscono lo scheletro di un disco dove quasi tutto funziona alla
perfezione.
Lasciate a casa le fisarmoniche e i suoni puliti, Marino e Sandro Severini affidano la
produzione a Gianfranco Fornaciari, leader dei Clandestino, e danno inizio alle danze (si
fa per dire!), in compagnia dei Frontera (notevole il loro "Almeno 3 volte"),
con "Muoviti" e la title-track, due brani in cui la parola d'ordine, che poi
varrà anche per tutti i capitoli dell'album, è adrenalina: in totale circa 7 minuti di
riff che non concedono un attimo di tregua alle Fender che gridano pietà. Con "Fino
alla fine" si fa una piccola pausa e viene dato un po' di spazio alle chitarre
acustiche, ma è solo un illusione; in "Giorni" si riscopre l' american style,
sia per il testo (si prende a modello "La lotta continua") che per le musiche.
Le ballate non mancano: "Bruciami l'anima" è una "sentimental song"
molto riuscita, come anche la splendida "Chi ha ucciso Ilaria Alpi?" (più
accelerata), un ricordo della giornalista Rai assassinata in Somalia. Canzoni come
"Dopo la pioggia", che ha bisogno di più ascolti per convincere, e "Resta
vivo", un po' troppo facile nel testo, risultano i due episodi meno riusciti, che non
influiscono assolutamente nell'economia dell'album. Ascoltare per credere: "Il
testimone" (un basso pulsante da sballo), "Colpevole di ghetto" (gran testo
di denuncia: "Reo di resistenza ad uno Stato di polizia"), o "Il bandito
Trovarelli" (rispunta il sano punk degli inizi), per ridare fiducia al gruppo, che
chiude l'album con "Comandante", tributo a tutti i guerriglieri che lottano sul
pianeta per la conquista della libertà. Unico punto di contatto con i due precedenti
lavori lo troviamo in "Iside" (delle atmosfere tranquille), per il fatto che
questa prova discografica dei Gang riscopre, come già detto, l' approccio punk delle
origini (significativa la copertina), superando in rumore "Barricada rumble
beat", e dando vita ad un suono che in Italia non sentivamo da tempo, tant' è che
pure Ligabue credo li invidi in questo momento. Al di là di tutto ciò, fa veramente
piacere sapere che sono di nuovo fra noi due autori fondamentali della scena italiana,
tanto lodati (giustamente) dalla critica negli anni, quanto maltrattati dal pubblico a
livello di vendite. Non sappiamo se questa potrà essere la volta buona, se la mancanza di
Massimo Bubola abbia influito o meno, o se la produzione di Fornaciari sia stata
equilibrata ; sta di fatto che con questo "Fuori dal controllo" i Gang possono
essere promossi a pieni voti, e noi come loro "...fino alla fine semineremo
vento."
di Faustiko (e-mail: faustiko@rockit.it)
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