Gang, il rock
controverso
di Ugo Coccia
E' tornato il rock serrato e lirico dei
Gang, la band dei fratelli Severini che non ha mai dimenticato quella stagione musicale a
cavallo tra i Settanta e gli Ottanta dove i ritmi erano taglienti, netti e mai
compromissori. La bella copertina di "Controverso" mostra un segnale stradale di
svolta in due sensi, ed è il doppio piano di lettura di un lavoro in cui le chitarre
elettriche incalzano, si sovrappongono creano un gioioso vortice all'interno delle
canzoni.
Ma i testi delle canzoni rivelano un aria da
"fall out", dove le parole di Marino cadono come mannaie sulle contraddizioni
moderne: "Dopo le nostre divagazioni nel folklore della nostra terra, le Marche,
volevamo tornare a fare un grande disco rock , mettendoci più chitarre distorte
possibili- racconta Marino Severini- in questo senso credo che un'ottima lezione ci è
arrivata dall'ultimo disco dei Pearl Jam. Per quanto riguarda le parole il percorso è
stato più difficile: ci sentiamo rappresentanti di quella sinistra rimasta fuori,
sconfitta, incapace di comprendere una modernità fatta di guerre ed ingiustizie
sociali".
E una certa tensione è palpabile nell'album:
"Sì, il disco è la risultante di tutto questo: si respira un atmosfera tesa, che
personalmente mi riporta ad un anno fa, al conflitto in Europa, alle posizioni del nostro
governo. Qualche cosa di più di una semplice strategia che ci ha segnato, ha scavato un
solco tra un "prima" e un "dopo" e forse ci ha allontanato ancora di
più da quello che noi credevano essere la politica".
Il disco, la cui nascita è stata accompagnata da
lunghe polemiche tra la band e la casa discografica sulla strategia di promozione, è
anche una dichiarazione d'amore verso personaggi, sensazioni, profumi che oggi non abitano
in nessun luogo. Andrea Pazienza, i Clash e la Bologna del '77, citati in "Paz",
chi se li ricorda più, ma per i Gang la dimensione della memoria non è dannosa se
affiancata ad una capacità espressiva al passo con i tempi affidata alle chitarre di
Sandro Severini, serrate e tuonanti, malinconiche a volte, che trapassano le canzoni e
fanno da contraltare alla voce di Marino.
Un ospite di lusso ha messo a disposizione la sua
voce e la sua storia in "Reflesciasà": è lo scrittore Erri Deluca. "Lo
abbiamo voluto con noi - dice Marino - perché è l'ultimo dei più onesti intellettuali
di casa nostra e, come successe in passato per Tom Robbins, ci ha fatto l'onore di
regalarci questo piccolo frammento di realtà ". Tutto in perfetta linea con
"Controverso", un disco che non dispiacerà a chi ama il rock come racconto
breve, come istantanea presa dal treno a soggetti in perenne movimento.
I DISCHI
- Tribe Union (1984)
- Barricada rumble beat (1987)
- Reds (1989)
- Le radici e le ali (1991)
- Storie d'Italia (1993)
- Fuori dal controllo (1997)
- Controverso (2000)
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