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GANG

L'apocalisse

di Max Stèfani


copertina 424.jpg (36268 byte)Tornare a parlare con i fratelli Severini è più un diritto che un dovere. Gli argomenti non mancano (dal pessimo rapporto con la casa discografica ala deriva della sinistra) e non sono poche che purtroppo abbiamo dovuto tagliare per problemi di spazio. Vorrà dire che le prenderemo la prossima volta.

Il rapporto con la Wea si è dunque concluso Nel migliore dei modi possibile oppure ci sono dei rimpianti o delle insoddisfazioni?
Per noi è una battaglia vinta considerate le circostanze che si erano venute a creare durante e dopo la lavorazione di ControVerso. lì fatto che l'azienda sia stata costretta a riconoscerci una "buonauscita" è per noi una vittoria. Vittoria che segna anche un precedente importante per tanti gruppi che si trovano nelle nostre condizioni. Ci teniamo a precisa-re, se ce ne fosse bisogno, che il nostro problema è stato il presidente della WEA, Massimo Giuliano, e non l'azienda. È stato lui a volere adottare nei nostri confronti una politica ricattatoria affinché fossimo noi ad andarcene con la coda fra le gambe senza far valere i nostri diritti. I suoi modi sono stati indegni vista anche la carica che ricopre.
Del tipo "volete fare che quello che vi pare? non volete seguire i miei consigli? (vedi raccolta, vedi collaborazioni dì un certo tipo, vedi cover di un brano famoso, vedi produttore, studio ecc) e allora io non vi promuovo assolutamente il cd, vi chiudo la porta in faccia, vi faccio sparire". E questo nonostante ci fosse in contratto firmato.

Il fatto che abbiano comunque accettato di pagare una penale, pur tenendosi la proprietà dei brani, fa supporre che si siano sentiti in colpa oppure proprio non vi sopportavano più con tutto il casino che avete fatto? e firmare una clausola dove avete accettato di "non parlare più male della Wea" è fonte di stress?Untitled.jpg (27300 byte)
Di fronte a questo atteggiamento arrogante degno di un padrone della musica (vedi la copertina di Capitai) non potevano non difenderci, denunciare almeno l'accaduto e chiamare a raccolta i nostri amici, compagni, fratelli. Il fatto che siano stati costretti alla "buonauscita" è una conquista da parte nostra e di tutti quelli che ci hanno sostenuto. Anche del Mucchio ovviamente.
I primi che ringraziamo sono comunque Roberto Carlini e Marco Andriano che attraverso i nostri siti internet www.the-gang.it  e http://members.xoom.it/gang  hanno messo in moto un gran casino.
Così si sono visti arrivare una valanga di email, fax, telefonate, lettere piene di sdegno. Però guarda che noi non abbiamo parlato mai male della WEA anzi... nel catalogo dell'Atlantic o dell'Elektra ci sono forse i nostri artisti preferiti. Per noi è stato un onore lavorare in una casa discografica che in America ha ospitato e prodotto tanti capolavori. Ciò che ci meraviglia (si fa per dire) è che a capo di questa azienda, in Italia, ci sia un uomo che adotta atteggiamenti e metodi degni di uno "scafista". Questo non significa parlar male, ma dire le cose come stanno, raccontarle, a differenza di tanti altri artisti costretti al silenzio e alla rinuncia della loro dignità. Comunque cercheremo di non usare più espressioni "forti" perché un altro processo sarebbe una grossa rottura di coglioni e quello sì sarebbe una fonte di stress.

Globalizzazione e multinazionali, che cosa vi rimane di questo scontro e quali consigli dareste a una band che inizia a suonare adesso? Fare come i Lunapop e andare subito con la Universal di turno o trovare altre soluzioni?
Non abbiamo consigli da dare a nessuno. La nostra piccola storia è una storia comune, ma vale solo per noi. Spero però che questo fatto, questa esperienza, possa essere fonte, pretesto, motivo di riflessione per tanti gruppi nuovi. Un'orma, una traccia, ma ognuno per la sua strada. Tutto qua. Se noi, oggi, consideriamo la situazione attuale (che non è quella di 12 anni fa, quando abbiamo firmato con la CGD) potessimo scegliere avremmo più dubbi e perplessità nel firmare un contratto a lungo termine con una multinazionale. Questo sì. Cercheremmo altre strade: cooperative, alleanze con altri gruppi come il nostro per organizzare concerti, investire in rassegne, produrre cd, poter utilizzare tecnologie nuove... insomma collaborare. Ma tutto dipende dal fine che uno si prefigge, dalla meta e dal bagaglio che uno porta con sè alla partenza, prima del viaggio.
Noi ci conosciamo meglio oggi e conosciamo meglio la situazione quindi, in teoria, siamo nella condizione di fare meno sbagli. La Universal va benissimo per i Lunapop ma qui entriamo in un ambito di stili, modi di fare, obiettivi dei quali a noi non ce ne frega un cazzo e che non ci appartengono. Per dirla tutta in breve, ogni tipo di proposta realmente seria che ha l'obiettivo di risollevare veramente le sorti del rock italiano non può non prescindere da una legge sulla musica in Italia atta a dare regole (cioè rispetto dei diritti e osservanza di doveri) a questo mercato del lavoro. Una legge che sia espressione dei bisogni e delle aspirazioni di chi all'interno di questa jungla fatta precarietà e arte di arrangiarsi (ognuno come può) cerca una tutela di fronte ai vari magnaccia e papponi che fino ad oggi hanno fatto e fanno il bello e il cattivo tempo. Questa cosa merita un dibattito e un confronto fra le tante posizioni perché si arrivi ad un progetto aggregante atto a promuovere e a far valere la propria cultura autonoma e indipendente dalle leggi private e privatistiche che regolano i mercati. Progetto da rivendicare con tutta una serie di iniziative e di lotte affinché diventi legge, la nostra. Un terreno sul quale vale la pena di confrontarsi è ancora la legge sulla cultura E francese con tutti i dovuti adattamenti al caso italiano. Ma l'ora è già suonata e forse questo è un altro treno che rischiamo di perdere ancora una volta. Spero che il Mucchio si apra a questo di battito intervistando tutta una serie di personaggi che rappresentano realtà alla ricerca di uno sconfinamento, di un allargamento, un'espansione più che il solito "sdoganamento" direbbe Vignola o una politica autarchica e protezionista.
Bisogna investigare su SIAE, ENPALS rapporti di queste con le corporazioni dei discografici, con la politica di Stato per avere la coscienza della struttura sulla quale tutti i noi abbiamo a che fare e per riuscire a i cambiarla.

Siete sempre stati una band dichiaratamente di "sinistra" anche se non la sinistra "ufficiale". Rispetto a dieci anni fa quali sono stati i cambiamenti che avete notato andando in giro per l'Italia? c'è davvero questo scollamento dalla politica? È vero che ormai non c’è nessuno più di "sinistra" e che tutti pensano solo a far soldi nel più breve tempo possibile? che la politica berlusconiana del vali per quanti soldi hai, ha fatto tabula rasa? cos'è cambiato nei festival dell'Unità?
Non c'è più la sinistra perché non c'è più politica e non c'è politica poiché non c'è più democrazia o meglio non ci sono gli spazi democratici conquistati dalla sinistra negli ultimi quarant'anni e oggi svenduti a basso prezzo. La politica non è più fatta dagli uomini ma da una "specie", una sottorazza di polli d'allevamento. Con qualche eccezione che resiste a questo clima.
Su questo noi siamo andati a fondo, e abbiamo scritto e cantato Lavami nel sangue dei miei nemici. È una sensazione che arriva da lontano e una traccia di essa l'abbiamo trovata là dove sta per iniziare l'Apocalisse, la "Rivelazione". Non la tiro Sprite 7.jpg (23936 byte)per le lunghe, perché avrai problemi di spazio ma... sintetizzando al massimo occorre distruggere i legami inorganici come quelli col denaro e ristabilire organiche viventi connessioni fra "Noi" il cosmo, il sole, la terra, l'umanità, il proprio paese, la famiglia, la coppia...
Detto ciò posso rispondere col dire che andando in giro su e giù per l'Italia abbiamo conosciuto centinaia e centinaia di uomini e donne di giovani e meno giovani di compagni, di fratelli che tengono duro. Che Resistono. Orfani della sinistra istituzionale che nel quotidiano con mille difficoltà fanno "la cosa giusta", cercano di mettere in pratica quei valori che una cultura alla quale appartengono gli ha trasmesso. Circa le feste dell'unità noi continuiamo a frequentarle perché fanno parte storicamente della nostra cultura di comunisti. Là anche adesso trovano degli interlocutori, trovano sorrisi, pugni alzati, trovano dissenso da ciò che circonda, trovano commozione vera. E quel desiderio di lottare.
Ormai queste feste, quelle più grandi almeno, sono gestite e organizzate con una logica prevalentemente mercantile, ma quelle che ancora si fanno in provincia sono un'altra cosa, lì vale la pena passarci, attraversarle, sei, anzi, ti senti a casa. È un nostro desiderio e un nostro diritto parteciparvi perché là una parte della nostra cultura ancora sopravvive.

Cantare una canzone come La lotta continua oggi. Cos'è cambiato in voi e come reagisce il pubblico?

La lotta continua è il finale dei nostri concerti. È una specie di promessa, un ribadire (in coro) che c'è bisogno ancora di un'identità che sappia allargare i propri confini che sappia allearsi con tutte le minoranze, in lotta, della Terra. Significa schierarsi soprattutto con chi è sbattuto fuori dalle case d'Occidente. Con le tribù delle periferie dell'impero. Significa alzare nuovamente e lavorare per rinforzare la Grande Barricada Internazionale affinché tenga, nonostante gli attacchi del nuovo ordine mondiale.
È l'internazionalismo la radice forte di quella che è oggi la lotta contro la Globalizzazione, contro i principi e le ideologie che sostengono il massacro, l'umiliazione, il fascismo nei confronti di milioni di persone che vivono su questo pianeta. La lotta continua è una promessa che vale e continua a valere fuori dalla "Safe European Home" la sicura casa d'Europa (vi ricordate il pezzo dei Clash?). Qui incisa in ControVerso aggiorna La lotta continua (qui dove si Canta/qui si ricomincia/fra gli uomini - con gli ultimi). La risposta del pubblico è corale forse perché col passare degli anni La lotta continua si è colorata e questa "Barricada Internazionale" è un momento di festa, di "soul" di calore per l'anima che finalmente suda e si libera corre, vola, va oltre i reticolati.

Ormai non ne parla più nessuno ma mi pare che il processo sulla canzone 100 giorni a Palermo vada avanti. In che 'nodo, con quali prospettive, quanto vi è costato, come finirà? è una lotta nella quale i mass media di sinistra vi hanno lasciato soli?
Questo processo nei nostri confronti, in quanto autori di 100 giorni a Palermo, canzone che narra l'assassinio di Pio La Torre, va avanti ormai da più di 7 anni. E' una cosa ignobile e che rasenta l'incredibile. Due "signori" come Michelangelo Russo ex senatore del PCI e del PDS e Sanfilippo ex presidente della lega delle cooperative in Sicilia ci hanno denunciato e chiesto un risarcimento di 500 milioni ciascuno poichè li abbiamo citati nel testo della canzone. Canzone per altro ricostruita sulla base d un'inchiesta condotta dal giornalista Michele Gambino e pubblicata su Avvenimenti. Non solo, ma per tatti di corruzione e mafia c'è una richiesta li autorizzazione a procedere da parte del sostituto procuratore di Palermo nei confronti di Russo di centinaia di pagine contenente decine e decine di deposizioni contro Io stesso Russo. E noi dobbiamo subire un processo che, tanto per essere venali, nonostante il patrocinio legale gratuito dell'avv. Galasso, ci è costato fino ad oggi tra bolli, controbolli, rinvii ecc... più di 13 milioni che nessuno mai ci restituirà. I mass media di sinistra hanno taciuto la gravità di questo fatto per molto tempo. Basti pensare che è la prima vota che degli autori di canzoni vengono denunciati da un senatore e processati. Ci fu un silenzio e una latitanza della stampa sinistra pressoché totale ma anche di quella musicale. Una sorte di fuggi fuggi anche da parte dei politici, uomini di "cultura", intellettuali. Fatta eccezione per il Mucchio, come sempre. Allora foste tu e Stefano Ronzani a difenderci, a prender posizione a cercare anche di allargare il cerchio della solidarietà nei nostri confronti fra colleghi e musicisti ma non trovaste tanti alleati. E tutto ciò ci ha lasciato ancora oggi una profonda amarezza ma non rassegnazione. Noi abbiamo continuato a suonare quella canzone e a difenderla in ogni circostanza anche quella di ordine giudiziario. Tacquero allora come oggi anche i santoni del "rock impegnato", vedi i vari Alberto Campo, Gino Castaldo e tanti tanti altri... è così purtroppo.

Pensi anche tu che non ci sia speranza per una sinistra guidata da D'alema e Veltroni? che Berlusconi abbia ormai già vinto nonostante loschi figuri come Bossi, Storace, Gasparri, Formigoni, Previti e company? possibile che sesso, Soldi e potere debbano diventare le nostre uniche ambizioni? e quali sono stati gli errori più gravi che ha fatto la sinistra?
Non penso che Berlusconi ce l'abbia fatta, no, non penso proprio... Lui appare come un Grande Fratello è ovunque tu vada. Questo inconsciamente ti comunica che lui c'è, ti guarda dall'alto, ti controlla, ti ordina. è il Potere. L'Italia non gioca più un ruolo importante (come durante i 40 anni di potere democristiano), determinante ai fini di quella Unti tled.jpg (12833 byte)che era allora la guerra fredda. Oggi è tutto più precario, i mercati si sono allargati, sono più flessibili, la partita è la privatizzazione e il Mercato vuole a tutti i costi la fine dello Stato, della sua ingerenza, del suo controllo, della sua protezione soprattutto sui mercati interni, primo queJlo della forza lavoro. La lotta è tutta li. Berlusconi non è frutto della politica della sinistra istituzionale, casomai è il contrario. La sinistra si appiattisce su questioni di potere e rinuncia alle idealità e alle lotte. Ha paura del coinvolgimento popolare e della partecipazione.
È una politica di corridoio o di cena nel retro di qualche ristorante di lusso. Di accordi e di scambi. La sinistra rinuncia alla Locomotiva Vera, al motore della Storia, rinuncia al Conflitto e alta Lotta. Non chiama a raccolta. Non soffia sul fuoco delle contraddizioni, non le interpreta, non se ne fa portavoce, non le fa proprie, non le vive. Ma dalle ceneri di questa obsoleta sinistra sta nascendo qualcosa che non ha nome ma è sempre lo stesso "sogno di una cosa" al quale accennava lo stesso Marx.
lì Comunismo, non la sinistra, è stato l'ultimo grande sogno dell'umanità, l'ultimo grande passo in avanti, anzi un balzo in avanti nel processo di emancipazione dell'uomo sulla terra e della trasformazione in Paradiso della Terra stessa. Dall'uscita dell'uomo dalle caverne, il Comunismo è stato l'ultimo Grande Assalto al Cielo. Dico è stato poiché ora ha bisogno di nuove diramazioni altrimenti è un ramo che rischia di seccarsi. Ha bisogno di nuovo concime, di nuova pioggia e di nuovo sole. Solo così farà nuove gemme, nuovi fiori e nuovi frutti. Oggi si può parlare di sinistre che provengono da direzioni diverse ma, che debbono confluire nella stessa piazza. Un cartello che ha Rutelli come simbolo aggregante è per noi oggi umiliante e ci "scanza" ci allontana dalla piazza centrale. Noi possiamo non accettano questo fatto, ma nello stesso tempo ci impone di lavorare di più e meglio di quanto abbiamo fatto fino ad ora perché al prossimo appuntamento con la Storia ci sia uno che ci assomigli di più. L’indifferenza è la porta lasciata aperta al fascismo e non è figlia di una cultura che può proclamarsi di sinistra. Se molti di noi oggi non partecipano più ai giochi della presa del Palazzo" è solo perché ci hanno buttato fuori. Hanno fatto di tutto perché le regole del gioco siano diverse dalle nostre tanto da disinnamorarci.

Qual è l'ultimo politico di cui ti viene in mente il nome che ha fatto politica per migliorare la qualità del popolo e non per fare soldi, notorietà e ego personale?
Di uomini politici tanti, di uomini che hanno fatto di sé una carriera "politica" ben pochi, soprautto italiani. C'è n'è uno che dopo tanti anni secondo me è l'icona di ciò che è un uomo politico: Gramsci. E penso anche che molto o molti dei contrasti all'interno della sinistra italiana risalgono al conflitto fra lui e Togliatti. E a prevalere fu Togliatti allora con quello che ne derivò... Oggi sono le circostanze che impediscono a questi uomini dì darsi alla politica. Don Ciotti fa altro, lui sicuramente sarebbe un buon politico ma è meglio che resti a fare quello che sta facendo.

La tv ha toccato il fondo con "il Grande Fratello"? Mi sembra che la "realtà" stia scomparendo e ci sia un legame diretto tra la mancanza d'impegno sociale e il fino di guardare in modo continuativo la tv. L'unico obiettivo è mantenerci in uno stato permanente di distrazione e dl divertimento. E poi il proliferare di lotterie di ogni tipo è segno di un imbarbarimento e dì un impoverimento culturale terribile.
L'Italia ha paura. E continua ad averne. Poiché non sceglie, subisce. Non partecipa quotidianamente alle decisioni importanti. È chiamata solo a rispondere ai quiz televisivi. Questa è rassegnazione e allora tutti a farsi i cazzi propri e a cavarsela perché la nave affonda e allora tutti come topi a cercare di salvarsi. La televisione è il vero nazismo, inculca lentamente questa paura, questo stato d'animo e indirettamente mostra la via d'uscita. È falsa e tendenziosa. Tutta, non ci sono poi tanti spazi "liberi".

Non trovi che sia in atto una ricolonizzazione dello Stato da parte della Chiesa? evento che non tocca solo l'Italia, ma anche paesi come Il Messico o gli Stati Uniti dove ormai in molte scuole la teoria di Darwin viene addirittura rifiutata in quanto blasfema?
Più che di Chiesa parlerei di "Chiese" come per la sinistra direi "Sinistre"... Anche la Chiesa nonostante il Papa e il Vaticano ha perso la sua ecumenicità. La Chiesa Cristiana è ormai da tempo altrove; è nelle periferie dell'impero a fianco di chi lotta contro i potenti, con gli ultimi. La Teologia della Liberazione è l'ultima grande rivoluzione (vedi Balducci La Terra del tramonto) ce n'è un'altra di Chiesa che con l'ondata di restaurazione approfitta per riprendersi ciò che le grandi lotte civili degli anni '60 e '70 gli aveva tolto ,vedi divorzio, aborto...
Qui però entra in gioco il ruolo delle donne, l'enorme bagaglio di conquiste che con la loro emancipazione hanno portato in questo paese. La logica di questa Chiesa reazionaria è tutta diretta a riprendersi il corpo e la mente delle le donne italiane. Riprendere potere e controllo quindi sul fondamento della società italiana, la famiglia. E poi lo Stato. Ma sono le donne per prime che dovrebbero ribellarsi a questo.

Cosa ricordi dei tempi dl Tribes’ Union? che cosa è cambiato in Marino e Sandro Severini? e una figlia?
Di quei tempi ho una grande nostalgia. Nel senso di commozione e non di voglia di tornare indietro. No. Allora c'era l'onda alta e lunga che arrivava. C'era la possibilità di esserci, di far parte di nuove aggregazioni vi-sto che quelle intorno (al fuoco> della politica si erano spente alla fine degli anni '70. E c'erano i Clash a portare al bandiera e a chiamare a raccolta. Potevamo essere gli stessi di sempre ma diversi, nuovi, per una nuova stagione.
Unti tl ed.jpg (20922 byte)Grande forza del rock'n'roll, onda che bagnava le rive della periferia fino al buco del culo del mondo. "Da un piccolo paese, un grande rock" così intitolava Guglielmi la nostra intervista sul tuo giornale nel numero 85 ed era la prima fatta ad un gruppo di "rock italiano" Un'energia buona che trovammo ovunque in ogni parte d'Italia. Qualcosa stava cambiando e noi eravamo li, in prima linea a mettercela tutta. Insieme a tanti altri, e non solo gruppi, ma club, fanzine, radio ecc ecc...il rock italiano lo abbiamo fatto anche noi. Non è che i risultati siano pari alle aspettative ma sempre meglio di quello che c'era prima (O non c'era). Del resto la vita è fatta di piccoli passi e qualche balzo in avanti... noi fino ad ora ne abbiamo fatti due o tre e possiamo reputarci fortunati nel poter dire noi c'eravamo.
Cosa è cambiato? Noi, spero. Se non ti cambiano venti anni passati in gran parte per strada, quasi mille concerti, centinaia di incontri, di gioia, di scazzi... saremmo delle pietre. Per fortuna siamo delle pietre ma rotolanti. E il muschio non ci è cresciuto addosso. Forse qualche capello bianco, quello sì, ma fa stile. Non sta a noi dire quello che è o non è cambiato, l'importante è che cambiando restiamo o meglio siamo ancora riconoscibili. Una figlia. Di tre mesi. Non avrei mai immaginato quanta gioia questo fatto avrebbe portato nel mio cuore. Spero soprattutto di imparare tanto da lei anche indirettamente i figli ti mettono di fronte a te stesso come nessuna altra cosa al mondo. Ti fanno scoprire te stesso quindi ben venga questa nuova Grande Avventura!
Dico sempre ai miei amici che questa "piccola Mela" richiede molta energia ma te ne restituisce mille volte tanta (un po' come il rock'n'roll, o no?). Si chiama Clara e spero che abbia sempre delle ali leggere e che tenga nel fondo degli occhi le mie primavere, passate. Come adesso.

Finito il contratto con la Wea, adesso che succede? Dischi, concerti, idee, progetti, ambizioni?
C'è una vecchia canzone di DyLan che esprime bene il nostro stato d'animo: When The Dogs Run Free, quando i cani corrono liberi. Abbiamo molti progetti e faremo di tutto per realizzarli nel corso del prossimo anno. Un live con questa formazione. Regge bene, stiamo insieme da ormai 4 anni e il sound e i rapporti personali migliorano. È anche quella della quale siamo più orgogliosi e che ci assomiglia di più e che è capace dì resuscitare lo spirito vero della Gang. Con noi ci sono: Paolo Mozzicafreddo, batteria, Francesco Caporaletti, basso e Fabio Verdini tastiere e fisarmonica. Poi un disco con La Macina di Gastone Pietrucci il testimone, il custode e il cantore del la canzone popolare marchigiana.
Abbiamo fuso le due formazioni per uno spettacolo che abbiamo fatto in occasione del quindicesimo folk festival di Monsano (An) questa estate. La scaletta è fatta di canzoni nostre e parte del repertorio della Macina. Da rifare, portare in giro per l'Italia e registrarne almeno una parte. Ancora, un disco che facesse il punto sulla canzone politica italiana vecchia e nuova. Con molte collaborazioni italiane e non. Abbiamo in mente molti nomi vedremo poi chi accetterà l'invito e chi no. Per noi sarà un ritorno vero a casa.
Per ora posso dirti che ci sarà ancora Erri De Luca con un nuovo testo per un'altra canzone. Francesco Grillenzoni, leader dei Tupamaros sta lavorando ad un cd fatto con molti gruppi italiani che "coverizzano" delle nostre canzoni. Anche lì ci saremo. Fatto questo inizieremo a registrare un disco nuovo della Gang. Non sappiamo ancora con quale o quali etichette usciranno questi progetti. Stiamo indagando nella scena indipendente e sicuramente troveremo presto dei buoni alleati. Anche in internet avremo modo di far salpare diversi bastimenti carichi di pezzi live, cover, inediti, registrazioni tratte dall'archivio... Saremo sempre più presenti attraverso i nostri siti ufficiali e continueremo a suonare dal vivo per tutto l'inverno. Proveremo gran parte del repertorio rivisitandolo ai fini di un live... Faremo anche dei brevi tour con altri gruppi italiani; abbiamo un sogno nel cassetto, quello di un Treno Rosso che ci porti in tanti in giro per l'Italia magari per suonare nelle scuole... se non ci riusciremo magari sarà una Carovana colorata coi colori.

 

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