Tornare a parlare con i fratelli Severini è
più un diritto che un dovere. Gli argomenti non mancano (dal pessimo rapporto con la casa
discografica ala deriva della sinistra) e non sono poche che purtroppo abbiamo dovuto
tagliare per problemi di spazio. Vorrà dire che le prenderemo la prossima volta.Il rapporto con la Wea si è dunque concluso Nel migliore dei modi
possibile oppure ci sono dei rimpianti o delle insoddisfazioni?
Per noi è una battaglia vinta considerate le circostanze che si erano venute a creare
durante e dopo la lavorazione di ControVerso. lì fatto che l'azienda sia stata
costretta a riconoscerci una "buonauscita" è per noi una vittoria. Vittoria che
segna anche un precedente importante per tanti gruppi che si trovano nelle nostre
condizioni. Ci teniamo a precisa-re, se ce ne fosse bisogno, che il nostro problema è
stato il presidente della WEA, Massimo Giuliano, e non l'azienda. È stato lui a volere
adottare nei nostri confronti una politica ricattatoria affinché fossimo noi ad andarcene
con la coda fra le gambe senza far valere i nostri diritti. I suoi modi sono stati indegni
vista anche la carica che ricopre.
Del tipo "volete fare che quello che vi pare? non volete seguire i miei consigli?
(vedi raccolta, vedi collaborazioni dì un certo tipo, vedi cover di un brano famoso, vedi
produttore, studio ecc) e allora io non vi promuovo assolutamente il cd, vi chiudo la
porta in faccia, vi faccio sparire". E questo nonostante ci fosse in contratto
firmato.
Il fatto che abbiano comunque accettato di pagare una
penale, pur tenendosi la proprietà dei brani, fa supporre che si siano sentiti in colpa
oppure proprio non vi sopportavano più con tutto il casino che avete fatto? e firmare una
clausola dove avete accettato di "non parlare più male della Wea" è fonte di
stress?
Di fronte a questo atteggiamento arrogante degno di un padrone della musica (vedi la
copertina di Capitai) non potevano non difenderci, denunciare almeno l'accaduto e
chiamare a raccolta i nostri amici, compagni, fratelli. Il fatto che siano stati costretti
alla "buonauscita" è una conquista da parte nostra e di tutti quelli che ci
hanno sostenuto. Anche del Mucchio ovviamente.
I primi che ringraziamo sono comunque Roberto Carlini e Marco Andriano che attraverso i
nostri siti internet www.the-gang.it e http://members.xoom.it/gang hanno messo in moto un gran casino.
Così si sono visti arrivare una valanga di email, fax, telefonate, lettere piene di
sdegno. Però guarda che noi non abbiamo parlato mai male della WEA anzi... nel catalogo
dell'Atlantic o dell'Elektra ci sono forse i nostri artisti preferiti. Per noi è stato un
onore lavorare in una casa discografica che in America ha ospitato e prodotto tanti
capolavori. Ciò che ci meraviglia (si fa per dire) è che a capo di questa azienda, in
Italia, ci sia un uomo che adotta atteggiamenti e metodi degni di uno
"scafista". Questo non significa parlar male, ma dire le cose come stanno,
raccontarle, a differenza di tanti altri artisti costretti al silenzio e alla rinuncia
della loro dignità. Comunque cercheremo di non usare più espressioni "forti"
perché un altro processo sarebbe una grossa rottura di coglioni e quello sì sarebbe una
fonte di stress.
Globalizzazione e multinazionali, che cosa vi rimane di
questo scontro e quali consigli dareste a una band che inizia a suonare adesso? Fare come
i Lunapop e andare subito con la Universal di turno o trovare altre soluzioni?
Non abbiamo consigli da dare a nessuno. La nostra piccola storia è una storia comune, ma
vale solo per noi. Spero però che questo fatto, questa esperienza, possa essere fonte,
pretesto, motivo di riflessione per tanti gruppi nuovi. Un'orma, una traccia, ma ognuno
per la sua strada. Tutto qua. Se noi, oggi, consideriamo la situazione attuale (che non è
quella di 12 anni fa, quando abbiamo firmato con la CGD) potessimo scegliere avremmo più
dubbi e perplessità nel firmare un contratto a lungo termine con una multinazionale.
Questo sì. Cercheremmo altre strade: cooperative, alleanze con altri gruppi come il
nostro per organizzare concerti, investire in rassegne, produrre cd, poter utilizzare
tecnologie nuove... insomma collaborare. Ma tutto dipende dal fine che uno si prefigge,
dalla meta e dal bagaglio che uno porta con sè alla partenza, prima del viaggio.
Noi ci conosciamo meglio oggi e conosciamo meglio la situazione quindi, in teoria, siamo
nella condizione di fare meno sbagli. La Universal va benissimo per i Lunapop ma qui
entriamo in un ambito di stili, modi di fare, obiettivi dei quali a noi non ce ne frega un
cazzo e che non ci appartengono. Per dirla tutta in breve, ogni tipo di proposta realmente
seria che ha l'obiettivo di risollevare veramente le sorti del rock italiano non può non
prescindere da una legge sulla musica in Italia atta a dare regole (cioè rispetto dei
diritti e osservanza di doveri) a questo mercato del lavoro. Una legge che sia espressione
dei bisogni e delle aspirazioni di chi all'interno di questa jungla fatta precarietà e
arte di arrangiarsi (ognuno come può) cerca una tutela di fronte ai vari magnaccia e
papponi che fino ad oggi hanno fatto e fanno il bello e il cattivo tempo. Questa cosa
merita un dibattito e un confronto fra le tante posizioni perché si arrivi ad un progetto
aggregante atto a promuovere e a far valere la propria cultura autonoma e indipendente
dalle leggi private e privatistiche che regolano i mercati. Progetto da rivendicare con
tutta una serie di iniziative e di lotte affinché diventi legge, la nostra. Un terreno
sul quale vale la pena di confrontarsi è ancora la legge sulla cultura E francese con
tutti i dovuti adattamenti al caso italiano. Ma l'ora è già suonata e forse questo è un
altro treno che rischiamo di perdere ancora una volta. Spero che il Mucchio si apra a
questo di battito intervistando tutta una serie di personaggi che rappresentano realtà
alla ricerca di uno sconfinamento, di un allargamento, un'espansione più che il solito
"sdoganamento" direbbe Vignola o una politica autarchica e protezionista.
Bisogna investigare su SIAE, ENPALS rapporti di queste con le corporazioni dei
discografici, con la politica di Stato per avere la coscienza della struttura sulla quale
tutti i noi abbiamo a che fare e per riuscire a i cambiarla.
Siete sempre stati una band dichiaratamente di
"sinistra" anche se non la sinistra "ufficiale". Rispetto a dieci anni
fa quali sono stati i cambiamenti che avete notato andando in giro per l'Italia? c'è
davvero questo scollamento dalla politica? È vero che ormai non cè nessuno più di
"sinistra" e che tutti pensano solo a far soldi nel più breve tempo possibile?
che la politica berlusconiana del vali per quanti soldi hai, ha fatto tabula rasa? cos'è
cambiato nei festival dell'Unità?
Non c'è più la sinistra perché non c'è più politica e non c'è politica poiché non
c'è più democrazia o meglio non ci sono gli spazi democratici conquistati dalla sinistra
negli ultimi quarant'anni e oggi svenduti a basso prezzo. La politica non è più fatta
dagli uomini ma da una "specie", una sottorazza di polli d'allevamento. Con
qualche eccezione che resiste a questo clima.
Su questo noi siamo andati a fondo, e abbiamo scritto e cantato Lavami nel sangue
dei miei nemici. È una sensazione che arriva da lontano e una traccia di essa l'abbiamo
trovata là dove sta per iniziare l'Apocalisse, la "Rivelazione". Non la tiro
per le lunghe, perché avrai problemi di spazio ma... sintetizzando al
massimo occorre distruggere i legami inorganici come quelli col denaro e ristabilire
organiche viventi connessioni fra "Noi" il cosmo, il sole, la terra, l'umanità,
il proprio paese, la famiglia, la coppia...
Detto ciò posso rispondere col dire che andando in giro su e giù per l'Italia abbiamo
conosciuto centinaia e centinaia di uomini e donne di giovani e meno giovani di compagni,
di fratelli che tengono duro. Che Resistono. Orfani della sinistra istituzionale che nel
quotidiano con mille difficoltà fanno "la cosa giusta", cercano di mettere in
pratica quei valori che una cultura alla quale appartengono gli ha trasmesso. Circa le
feste dell'unità noi continuiamo a frequentarle perché fanno parte storicamente della
nostra cultura di comunisti. Là anche adesso trovano degli interlocutori, trovano
sorrisi, pugni alzati, trovano dissenso da ciò che circonda, trovano commozione vera. E
quel desiderio di lottare.
Ormai queste feste, quelle più grandi almeno, sono gestite e organizzate con una logica
prevalentemente mercantile, ma quelle che ancora si fanno in provincia sono un'altra cosa,
lì vale la pena passarci, attraversarle, sei, anzi, ti senti a casa. È un nostro
desiderio e un nostro diritto parteciparvi perché là una parte della nostra cultura
ancora sopravvive.
Cantare una canzone come La lotta continua oggi.
Cos'è cambiato in voi e come reagisce il pubblico?
La lotta continua è il finale dei nostri concerti. È
una specie di promessa, un ribadire (in coro) che c'è bisogno ancora di un'identità che
sappia allargare i propri confini che sappia allearsi con tutte le minoranze, in lotta,
della Terra. Significa schierarsi soprattutto con chi è sbattuto fuori dalle case
d'Occidente. Con le tribù delle periferie dell'impero. Significa alzare nuovamente e
lavorare per rinforzare la Grande Barricada Internazionale affinché tenga, nonostante gli
attacchi del nuovo ordine mondiale.
È l'internazionalismo la radice forte di quella che è oggi la lotta contro la
Globalizzazione, contro i principi e le ideologie che sostengono il massacro,
l'umiliazione, il fascismo nei confronti di milioni di persone che vivono su questo
pianeta. La lotta continua è una promessa che vale e continua a valere fuori dalla
"Safe European Home" la sicura casa d'Europa (vi ricordate il pezzo dei Clash?).
Qui incisa in ControVerso aggiorna La lotta continua (qui dove si Canta/qui si
ricomincia/fra gli uomini - con gli ultimi). La risposta del pubblico è corale forse
perché col passare degli anni La lotta continua si è colorata e questa
"Barricada Internazionale" è un momento di festa, di "soul" di calore
per l'anima che finalmente suda e si libera corre, vola, va oltre i reticolati.
Ormai non ne parla più nessuno ma mi pare che il processo
sulla canzone 100 giorni a Palermo vada avanti. In che 'nodo, con quali
prospettive, quanto vi è costato, come finirà? è una lotta nella quale i mass media di
sinistra vi hanno lasciato soli?
Questo processo nei nostri confronti, in quanto autori di 100 giorni a Palermo,
canzone che narra l'assassinio di Pio La Torre, va avanti ormai da più di 7 anni. E' una
cosa ignobile e che rasenta l'incredibile. Due "signori" come Michelangelo Russo
ex senatore del PCI e del PDS e Sanfilippo ex presidente della lega delle cooperative in
Sicilia ci hanno denunciato e chiesto un risarcimento di 500 milioni ciascuno poichè li
abbiamo citati nel testo della canzone. Canzone per altro ricostruita sulla base d
un'inchiesta condotta dal giornalista Michele Gambino e pubblicata su Avvenimenti. Non
solo, ma per tatti di corruzione e mafia c'è una richiesta li autorizzazione a procedere
da parte del sostituto procuratore di Palermo nei confronti di Russo di centinaia di
pagine contenente decine e decine di deposizioni contro Io stesso Russo. E noi dobbiamo
subire un processo che, tanto per essere venali, nonostante il patrocinio legale gratuito
dell'avv. Galasso, ci è costato fino ad oggi tra bolli, controbolli, rinvii ecc... più
di 13 milioni che nessuno mai ci restituirà. I mass media di sinistra hanno taciuto la gravità di questo fatto per molto tempo. Basti pensare che è
la prima vota che degli autori di canzoni vengono denunciati da un senatore e processati.
Ci fu un silenzio e una latitanza della stampa sinistra pressoché totale ma anche di
quella musicale. Una sorte di fuggi fuggi anche da parte dei politici, uomini di
"cultura", intellettuali. Fatta eccezione per il Mucchio, come sempre. Allora
foste tu e Stefano Ronzani a difenderci, a prender posizione a cercare anche di allargare
il cerchio della solidarietà nei nostri confronti fra colleghi e musicisti ma non
trovaste tanti alleati. E tutto ciò ci ha lasciato ancora oggi una profonda amarezza ma
non rassegnazione. Noi abbiamo continuato a suonare quella canzone e a difenderla in ogni
circostanza anche quella di ordine giudiziario. Tacquero allora come oggi anche i santoni
del "rock impegnato", vedi i vari Alberto Campo, Gino Castaldo e tanti tanti
altri... è così purtroppo.
Pensi anche tu che non ci sia speranza per una sinistra
guidata da D'alema e Veltroni? che Berlusconi abbia ormai già vinto nonostante loschi
figuri come Bossi, Storace, Gasparri, Formigoni, Previti e company? possibile che sesso,
Soldi e potere debbano diventare le nostre uniche ambizioni? e quali sono stati gli errori
più gravi che ha fatto la sinistra?
Non penso che Berlusconi ce l'abbia fatta, no, non penso proprio... Lui appare come un
Grande Fratello è ovunque tu vada. Questo inconsciamente ti comunica che lui c'è, ti
guarda dall'alto, ti controlla, ti ordina. è il Potere. L'Italia
non gioca più un ruolo importante (come durante i 40 anni di potere democristiano),
determinante ai fini di quella
che era allora la guerra fredda. Oggi è
tutto più precario, i mercati si sono allargati, sono più flessibili, la partita è la
privatizzazione e il Mercato vuole a tutti i costi la fine dello Stato, della sua
ingerenza, del suo controllo, della sua protezione soprattutto sui mercati interni, primo
queJlo della forza lavoro. La lotta è tutta li. Berlusconi non è frutto della politica
della sinistra istituzionale, casomai è il contrario. La sinistra si appiattisce su
questioni di potere e rinuncia alle idealità e alle lotte. Ha paura del coinvolgimento
popolare e della partecipazione.
È una politica di corridoio o di cena nel retro di qualche ristorante di lusso. Di
accordi e di scambi. La sinistra rinuncia alla Locomotiva Vera, al motore della Storia,
rinuncia al Conflitto e alta Lotta. Non chiama a raccolta. Non soffia sul fuoco delle
contraddizioni, non le interpreta, non se ne fa portavoce, non le fa proprie, non le vive.
Ma dalle ceneri di questa obsoleta sinistra sta nascendo qualcosa che non ha nome ma è
sempre lo stesso "sogno di una cosa" al quale accennava lo stesso Marx.
lì Comunismo, non la sinistra, è stato l'ultimo grande sogno dell'umanità, l'ultimo
grande passo in avanti, anzi un balzo in avanti nel processo di emancipazione dell'uomo
sulla terra e della trasformazione in Paradiso della Terra stessa. Dall'uscita dell'uomo
dalle caverne, il Comunismo è stato l'ultimo Grande Assalto al Cielo. Dico è stato
poiché ora ha bisogno di nuove diramazioni altrimenti è un ramo che rischia di seccarsi.
Ha bisogno di nuovo concime, di nuova pioggia e di nuovo sole. Solo così farà nuove
gemme, nuovi fiori e nuovi frutti. Oggi si può parlare di sinistre che provengono da
direzioni diverse ma, che debbono confluire nella stessa piazza. Un cartello che ha
Rutelli come simbolo aggregante è per noi oggi umiliante e ci "scanza" ci
allontana dalla piazza centrale. Noi possiamo non accettano questo fatto, ma nello stesso
tempo ci impone di lavorare di più e meglio di quanto abbiamo fatto fino ad ora perché
al prossimo appuntamento con la Storia ci sia uno che ci assomigli di più.
Lindifferenza è la porta lasciata aperta al fascismo e non è figlia di una cultura
che può proclamarsi di sinistra. Se molti di noi oggi non partecipano più ai giochi
della presa del Palazzo" è solo perché ci hanno buttato fuori. Hanno fatto di tutto
perché le regole del gioco siano diverse dalle nostre tanto da disinnamorarci.
Qual è l'ultimo politico di cui ti viene in mente il nome
che ha fatto politica per migliorare la qualità del popolo e non per fare soldi,
notorietà e ego personale?
Di uomini politici tanti, di uomini che hanno fatto di sé una carriera
"politica" ben pochi, soprautto italiani. C'è n'è uno che dopo tanti anni
secondo me è l'icona di ciò che è un uomo politico: Gramsci. E penso anche che molto o
molti dei contrasti all'interno della sinistra italiana risalgono al conflitto fra lui e
Togliatti. E a prevalere fu Togliatti allora con quello che ne derivò... Oggi sono le
circostanze che impediscono a questi uomini dì darsi alla politica. Don Ciotti fa altro,
lui sicuramente sarebbe un buon politico ma è meglio che resti a fare quello che sta
facendo.
La tv ha toccato il fondo con "il Grande
Fratello"? Mi sembra che la "realtà" stia scomparendo e ci sia un legame
diretto tra la mancanza d'impegno sociale e il fino di guardare in modo continuativo la
tv. L'unico obiettivo è mantenerci in uno stato permanente di distrazione e dl
divertimento. E poi il proliferare di lotterie di ogni tipo è segno di un imbarbarimento
e dì un impoverimento culturale terribile.
L'Italia ha paura. E continua ad averne. Poiché non sceglie, subisce. Non partecipa
quotidianamente alle decisioni importanti. È chiamata solo a rispondere ai quiz
televisivi. Questa è rassegnazione e allora tutti a farsi i cazzi propri e a cavarsela
perché la nave affonda e allora tutti come topi a cercare di salvarsi. La televisione è
il vero nazismo, inculca lentamente questa paura, questo stato d'animo e indirettamente
mostra la via d'uscita. È falsa e tendenziosa. Tutta, non ci sono poi tanti spazi
"liberi".
Non trovi che sia in atto una ricolonizzazione dello Stato da
parte della Chiesa? evento che non tocca solo l'Italia, ma anche paesi come Il Messico o
gli Stati Uniti dove ormai in molte scuole la teoria di Darwin viene addirittura rifiutata
in quanto blasfema?
Più che di Chiesa parlerei di "Chiese" come per la sinistra direi
"Sinistre"... Anche la Chiesa nonostante il Papa e il Vaticano ha perso la sua
ecumenicità. La Chiesa Cristiana è ormai da tempo altrove; è nelle periferie
dell'impero a fianco di chi lotta contro i potenti, con gli ultimi. La Teologia della
Liberazione è l'ultima grande rivoluzione (vedi Balducci La Terra del tramonto) ce
n'è un'altra di Chiesa che con l'ondata di restaurazione approfitta per riprendersi ciò
che le grandi lotte civili degli anni '60 e '70 gli aveva tolto ,vedi divorzio, aborto...
Qui però entra in gioco il ruolo delle donne, l'enorme bagaglio di conquiste che con la
loro emancipazione hanno portato in questo paese. La logica di questa Chiesa reazionaria
è tutta diretta a riprendersi il corpo e la mente delle le donne italiane. Riprendere
potere e controllo quindi sul fondamento della società italiana, la famiglia. E poi lo
Stato. Ma sono le donne per prime che dovrebbero ribellarsi a questo.
Cosa ricordi dei tempi dl Tribes Union? che cosa
è cambiato in Marino e Sandro Severini? e una figlia?
Di quei tempi ho una grande nostalgia. Nel senso di commozione e non di voglia di tornare
indietro. No. Allora c'era l'onda alta e lunga che arrivava. C'era la possibilità di
esserci, di far parte di nuove aggregazioni vi-sto che quelle intorno (al fuoco> della
politica si erano spente alla fine degli anni '70. E c'erano i Clash a portare al bandiera
e a chiamare a raccolta. Potevamo essere gli stessi di sempre ma diversi, nuovi, per una
nuova stagione.
Grande forza
del rock'n'roll, onda che bagnava le rive della periferia fino al buco del culo del mondo.
"Da un piccolo paese, un grande rock" così intitolava Guglielmi la nostra
intervista sul tuo giornale nel numero 85 ed era la prima fatta ad un gruppo di "rock
italiano" Un'energia buona che trovammo ovunque in ogni parte d'Italia. Qualcosa
stava cambiando e noi eravamo li, in prima linea a mettercela tutta. Insieme a tanti
altri, e non solo gruppi, ma club, fanzine, radio ecc ecc...il rock italiano lo abbiamo
fatto anche noi. Non è che i risultati siano pari alle aspettative ma sempre meglio di
quello che c'era prima (O non c'era). Del resto la vita è fatta di piccoli passi e
qualche balzo in avanti... noi fino ad ora ne abbiamo fatti due o tre e possiamo reputarci
fortunati nel poter dire noi c'eravamo.
Cosa è cambiato? Noi, spero. Se non ti cambiano venti anni passati in gran parte per
strada, quasi mille concerti, centinaia di incontri, di gioia, di scazzi... saremmo delle
pietre. Per fortuna siamo delle pietre ma rotolanti. E il muschio non ci è cresciuto
addosso. Forse qualche capello bianco, quello sì, ma fa stile. Non sta a noi dire quello
che è o non è cambiato, l'importante è che cambiando restiamo o meglio siamo ancora
riconoscibili. Una figlia. Di tre mesi. Non avrei mai immaginato quanta gioia questo fatto
avrebbe portato nel mio cuore. Spero soprattutto di imparare tanto da lei anche
indirettamente i figli ti mettono di fronte a te stesso come nessuna altra cosa al mondo.
Ti fanno scoprire te stesso quindi ben venga questa nuova Grande Avventura!
Dico sempre ai miei amici che questa "piccola Mela" richiede molta energia ma te
ne restituisce mille volte tanta (un po' come il rock'n'roll, o no?). Si chiama Clara e
spero che abbia sempre delle ali leggere e che tenga nel fondo degli occhi le mie
primavere, passate. Come adesso.
Finito il contratto con la Wea, adesso che succede?
Dischi, concerti, idee, progetti, ambizioni?
C'è una vecchia canzone di DyLan che esprime bene il nostro stato d'animo: When The
Dogs Run Free, quando i cani corrono liberi. Abbiamo molti progetti e faremo di tutto
per realizzarli nel corso del prossimo anno. Un live con questa formazione. Regge bene,
stiamo insieme da ormai 4 anni e il sound e i rapporti personali migliorano. È anche
quella della quale siamo più orgogliosi e che ci assomiglia di più e che è capace dì
resuscitare lo spirito vero della Gang. Con noi ci sono: Paolo Mozzicafreddo, batteria,
Francesco Caporaletti, basso e Fabio Verdini tastiere e fisarmonica. Poi un disco con La Macina
di Gastone Pietrucci il testimone, il custode e il cantore del la canzone popolare
marchigiana.
Abbiamo fuso le due formazioni per uno spettacolo che abbiamo fatto in occasione del
quindicesimo folk festival di Monsano (An) questa estate. La scaletta è fatta di canzoni
nostre e parte del repertorio della Macina. Da rifare, portare in giro per l'Italia e
registrarne almeno una parte. Ancora, un disco che facesse il punto sulla canzone politica
italiana vecchia e nuova. Con molte collaborazioni italiane e non. Abbiamo in mente molti
nomi vedremo poi chi accetterà l'invito e chi no. Per noi sarà un ritorno vero a casa.
Per ora posso dirti che ci sarà ancora Erri De Luca con un nuovo testo per un'altra
canzone. Francesco Grillenzoni, leader dei Tupamaros sta lavorando ad un cd fatto con
molti gruppi italiani che "coverizzano" delle nostre canzoni. Anche lì ci
saremo. Fatto questo inizieremo a registrare un disco nuovo della Gang. Non sappiamo
ancora con quale o quali etichette usciranno questi progetti. Stiamo indagando nella scena
indipendente e sicuramente troveremo presto dei buoni alleati. Anche in internet avremo
modo di far salpare diversi bastimenti carichi di pezzi live, cover, inediti,
registrazioni tratte dall'archivio... Saremo sempre più presenti attraverso i nostri siti
ufficiali e continueremo a suonare dal vivo per tutto l'inverno. Proveremo
gran parte del repertorio rivisitandolo ai fini di un live... Faremo anche dei brevi tour
con altri gruppi italiani; abbiamo un sogno nel cassetto, quello di un Treno Rosso che ci
porti in tanti in giro per l'Italia magari per suonare nelle scuole... se non ci
riusciremo magari sarà una Carovana colorata coi colori. |