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da ROCKOL la recensione di CONTROVERSO
| Si ascolta con il cuore, il nuovo album dei Gang, perché arriva da un
posto remoto, che sembrava ormai dimenticato e che invece ci accorgiamo con gioia
esiste ancora, e si chiama coscienza, e memoria. I fratelli Severini scelgono di
tornare a puntare sul rock per raccontare, in 13 canzoni, storie, emozioni e paesaggi, ma
soprattutto per fare il punto di un presente che sempre più avviluppa e confonde, e che
invece la band marchigiana sa interpretare e collocare nel giusto qui e ora. E
un disco che non propone risposte nè slogan facilmente praticabili, Controverso,
è piuttosto un album trasversale e laico, nel quale andare a cercare e a riscoprire parti
di sé che ognuno può pensare di aver ormai dimenticato. Qualcosa si muove, comunque,
intorno a noi, e i Gang ce lo raccontano. Musicalmente i Gang hanno ritrovato la strada
maestra che li ha spesso consacrati una felice espressione di un rock un po
barricadero e un po fuorilegge, schierato e rabbioso, capace in questa occasione di
poter contare sul felice lavoro di una band che ha suonato e suonato fino a rodarsi al
punto giusto, e a mettere in cantiere un album tirando verso la stessa direzione (oltre ai
fratelli Marino e Sandro, Paolo Mozzicafreddo alla batteria, Francesco Caporaletti al
basso e Andrea Mei alle tastiere). E un disco molto robusto e compatto, questo,
registrato assecondando tempi creativi e artistici giusti e opportuni. Marino ha scritto
alcuni testi splendidi (Qui, Se mi guardi, vedi, Quando gli
angeli cantano, Vorrei, giusto per citarne alcuni) e lalbum tutto
è un condensato di energia. Alcune canzoni meritano poi una citazione particolare, come
la bellissima Paz, dedicata ad Andrea Pazienza, uno dei protagonisti artistici
e culturali della generazione dei Gang, oppure il brano realizzato con Erri De Luca,
Reflescìasà, una delle mille storie di emigrazione, oppure le citazioni
pasoliniane di Non è di maggio ispirata alle Ceneri di Gramsci
e Se mi guardi, vedi definizione che Pasolini diede di Madre
Teresa di Calcutta, é una che quando guarda, vede - , o ancora lApocalisse
di San Giovanni che è dietro il brano Lavami nel sangue dei miei nemici. Ma a
differenza di quanto successo in passato con alcune prove dei Gang, a tratti troppo
didascaliche e retoriche, Controverso si offre come un album dai testi scarni
e asciutti, dove nessuno dei collegamenti e delle citazioni sopra riportate è espressa
apertamente, o bellamente. Tutto è lasciato sotto una scorza di essenzialità e
ispirazione che fa venire voglia di consigliare questo disco a chiunque. Non cè
molto di innovativo, certo, nella musica rock dei Gang, e forse non è neanche giusto
chiedere a loro una rivoluzione musicale. Più che di forma, i fratelli Severini si sono
sempre occupati di sostanza e di emozioni, su questo album non ne mancano, anzi, sono
così tante da meritare attenzione e rispetto. Se le guardate, le vedete. redazione
ROCKOL |
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