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SIAMO GLI OPERAI
E' un disco nel quale si
viaggia tra diverse
atmosfere ed ognuna ricorda
un luogo. Si parte
dall'incontro di due giovani
a una festa popolare del
primo dopoguerra e si arriva
al nordest odierno. Le
sonorità vanno dal bluegrass
all'indie rock, dal folk
rock alla milonga, dal piano
e voce all'acustica. Un
disco all'apparenza
etereogeneo ma che trova una
sua unità nel filo logico
della playlist, un viaggio
ben preciso che tocca il
nostro Paese, l'Irlanda,
Parigi, Africa, Americhe.
Disco scritto, arrangiato e
prodotto da Fabrizio
Varchetta che dopo anni
passati come autore per
Nomadi, Bassapadana,
Mangala Vallis e
altri si accinge a uscire
con qualcosa di suo, per
intero. E si avvale di
collaborazioni di amici che
hanno creduto nella musica e
nelle parole di Fabrizio.
Flaco Biondini che ha
arrangiato e suonato Milonga
Pour Elle. Dudu, Ice,
Roberto, Franco, tutti dei
Modena City Ramblers
che entrano come ospiti in
Nino il Marzianino, pezzo
per il quale Vauro ha fatto
una vignetta inserita nel
libretto. Le batterie sono
suonate da Gigi Cavalli
Cocchi (già batterista
di Ligabue, Clandestino,
CSI), alcune chitarre
elettriche da Max
Cottafavi (chitarrista
di LIgabue, Clandestino,
Francesco Renga e altri),
alcuni bassi da Elisa
Minari (ex Nomadi). Il
resto delle chitarre è di
Fabrizio Varchetta, il
violino di Filippo Chieli (Cormac,
ex MCR), rimanenti bassi di
Riccardo Sgavetti, tastiere
e fisarmonica di Leonardo
Sgavetti (da quest'anno con
i Modena City Ramblers). La
canzone Siamo gli Operai
è interpretata anche da
Modena City Ramblers, Gang,
Statuto, Daniela Galli e
altri.
Non canta solo Fabrizio: una
voce importante, che esce
dalla terra, lo accompagna e
va da sola in alcuni pezzi,
quella di Greta Fornasari.
I proventi del disco
andranno alle famiglie degli
operai morti sul lavoro |