Cina Maoista: la storia negata (Da “La Spalletta”)
Andato al potere per via militare in modo quasi più sanguinario della controparte, il Partito Comunista Cinese instaurò da subito un regime di sfruttamento e oppressione sulle masse, unito a procedure di crudeltà assassinio tortura e aberrazioni di ogni tipo al suo interno. Non trovò uno Stato sfatto, la transizione sociale fu quasi indolore, iniziò lui un serie di campagne e riforme sanguinarie che avrebbero soppresso direttamente le classi e le “strutture” da cambiare, terrorizzato come sistema di governo. Mai comparvero barlumi di libertà civili e sociali. Mai fenomeni sindacali o autenticamente dal basso, mai ebbe un seguito di massa, un appoggio sincero. Dominò falsificò impaurì dopo una presa di potere militare e non sociale. Sulla società “applicò”. Cercato uno sviluppo industriale alla sovietica e non scorgendo i progressi sperati scatenò varie operazioni dirigistiche come i Cento Fiori (crisantemi?) critiche evocate e poi massacrate letteralmente in stile Giuda. Poi il terrificante Grande Balzo in Avanti voluto personalmente dall’imperatore Mao, tale era, con stuoli di cortigiani, ville, conti personali ricchissimi, ragazzine pronte a soddisfarlo sessualmente in ogni modo, mogli annientate psicologicamente e impazzite, altro che femminismo (testimonianze documenti e filmati!). Col Grande Balzo si cerca di iperattivizzare il mondo rurale con un autarchismo industriale parossistico e “fai da te” con la maggior part ad es. dell’acciaio poi buttato, trascurando per fatica e astenia di massa le campagne e l’agricoltura. Questo nello sforzo di rendere la Cina superpotenza militare in un clima paranoico di complotto imperialistico assolutamente inesistente. Così si esportano, non per necessità, poteva non morire neanche un uomo, quantità enormi di cereali all’estero, e si condanna a morte per fame circa quaranta milioni di persone. Non ci sono parole per descrivere le province chiuse e criptate dal partito e dall’esercito, la follia delle operazioni produttive all’origine del dissesto. Lo spreco di risorse. Il rifiuto nel 1960!!! di aiuti internazionali, ma anche il divieto di aiuto tra province, per nascondere secretare ! Il fatto che i funzionari nel clima di zelo e di terrore, avessero, come per la carestia ucraina, sovradimensionato ad arte le consegne dei poveri villaggi; i tristi fenomeni di cannibalismo e lo scambio disperato, di disumanità provocata, tra famiglie di figli da mangiare, per salvarne alcuni, quando finirono cortecce foglie sterco pappe di materiale organico qualsiasi. I contadini picchiati a sangue, insultati, affamati per punizione dagli schiavisti locali, i “quadri” delle comuni-lager. La situazione era peggiore che durante l’occupazione giapponese. Si seppelliva vivi, strangolava, tagliava il naso. Molti si chiudevano con la famiglia in casa per morire in pace. Non si poteva come in passato fuggire la carestia, si era per legge legati al villaggio e al lavoro! come i servi europei intorno al mille (nel 1960). Ai bambini si mozzavano mani, o si infilavano fili metallici nelle orecchie. Ovunque denutrizione e fatica per l’impero. Mao parlò in questo periodo “ di eccedenze alimentari” di “prima la produzione” proseguendo la sua vita di edonismo piaceri manie ossessioni. I contadini erano animali da tiro lavoravano con un numero sulla schiena. Mao pretese un lavoro febbrile, uomini donne e bambini erano denutriti ed esausti, dovevano star alzati tutta la notte per tenere in funzione inutili fornaci di cortile che Mao (!) aveva progettato. Poi come Stalin nel 30 “chiuse” i villaggi e i confini della carestia. I recinti della sofferenza dei cannibali per forza. Ecatombe provocata. La Cina si trasformò in un incubo al rallentatore, anche in città, dove si sopravviveva a stento. Si mangiavano soprattutto sostituti del cibo, sotto 1200 calorie al giorno (ad Auschwitz da 1300 a 1700). Perirono di lavoro e fame 38 milioni di persone cifra confermata da LiuShao-chi in persona e dai demografi. La peggiore carestia nella storia dell’umanità, prodotta dall’uomo, poi, non dalla natura. Mao parlò di dialettica della morte e trasmise la macabra filosofia ai funzionari locali che ..applicarono. Proibito anche vestire a lutto e versare lacrime. Si doveva festeggiare la fine che rinnovava.. Ma una parte del partito insorse e ridusse al silenzio Mao almeno come guida (?) economica, per il fallimento del balzo omicida da cui la Cina si risolleverà a stento dieci anni dopo. Il tiranno, dopo un periodo di trame abituali, ha sempre un grosso peso il suo culto-terrore serve e per tornare completamente in auge con la sua cricca lancia nel 1965 la Rivoluzione Culturale: un delirio eterodiretto dall’alto di orrori torture linciaggi umiliazioni casuali maschilismo prevaricazioni prima di base (orchestrata) poi di stato. In questo periodo il terrore le violenze il caos le bande armate in mille fazioni sociali ed etniche, il cannibalismo rituale (provato e accertato) con villaggi guidati da quadri di partito che macellano i dissidenti e li mangiano, raggiunsero l’inimmaginabile. Epurazioni pubbliche, torture sofisticate alcune ideate da Mao, proiezioni per la gente, gogne, bracciatorte, spettacoli-tormento, esili. Poi al solito purga opposta quando si giudicò eccessivo il tutto prima scatenato. Qui “solo” 3 milioni di morte che aggiunti ai 27 periti in omicidi torture suicidi deportazioni sfinimento in campi di lavoro, e ai 38 di carestia, formeranno la modica cifra di 70 milioni di assassinati direttamente o indirettamente dal regime maoista (popolare.. in tal senso). Ma per tutta la storia del Pcc, anche ora, agirono a pieno ritmo lager (lao-gai) e campi di lavoro di stato come fatti di massa per estrazione di surplus schiavistico gratis, normale economia viene da dire. Qui si si praticava-pratica la tortura come norma, altro che Usa, fisica chimica psichica intellettuale morale. Amnesty denuncia nessuno contesta. Campi di lavoro per milioni di persone. Le nostre magliette costano poco non per i salari bassi ma per il lavoro forzato gratis! Le prigioni sono vere città. Le miniere incubi. La pena di morte industriale, da supermarket dell’orrore, spartita ed evocata per quote regionali come i dissidenti per i campi (basta un nulla, e poi tutti “confessano” subito o è tortura!). Tutte le libertà sono state e sono in parte vietate (comunque ora si è migliorato folli! che restaurato , Deng è il male minore la gente ha gioito, respirato, quand’è arrivato, ma che dite che avete letto! ma siete pazzi! State dalla parte dei carnefici di stato? ) Ci sono stati genocidi religiosi etnici culturali (il Tibet ecc.. ) questo in perfetto stile stalinista, deportazioni, gente uccisa o torturata, per aver guardato un video del Dalai Lama, apartheid e segregazione di intere “caste sociali” inventate dal partito (i rossi e i neri per stirpe! peggio del medioevo!) in un delirio di gerarchizzazione della società per nascita! Le ragazze finivano di scontare le pene dei padri. Mi sento male. Direte che non è vero. E’ vero. Non ho mai letto qualcosa di così feroce e nascosto nella storia dell’uomo specie dal 1950 in poi. Sottaciuto ibernato vietato non rappresentato. Con una certa sinistra complice direi a questo punto che continua a tessere lodi anziché denunciare. Mao in prima pagina negli inserti! Ma sono esterrefatto che menti che ritenevo intelligenti e quasi geniali abbiano scritto articoli complici della sorte e della sofferenza del popolo e dei contadini cinesi, nel 2006. Non è possibile. Che ci si difenda arrampicandosi sui cadaveri, non sugli specchi, dando lezioncine comiche se non fossero tragiche, concedendo credito a un covo di massacratori sociali del popolo, a uno degli esperimenti di chimica economica, di macello umano, di cosmesi della morte più accreditato falsificato e nascosto dai media, quale è stato il potere in Cina dal 1949 ad oggi. Disonore al compagno Mao Tse Tung (e non solo a lui), che le strade della vita prendano altre vie. Marco Chiavistrelli chiavi@wooow.it |