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Sogno di un contadino cinese
Sono nato dove il fiume ha il colore della terra E ho piegato la mia schiena a un a lunga eterna guerra, come fiore del dominio che fa solo lavorare come scarto del potere che nel cuore ha solo sale Ora salgo la corrente verso i monti nella nebbia Tra le nubi la montagna dolcemente mi accarezza E mi riporta un canto antico nel sentiero che ora sale di una persa giovinezza che non potrà ritornare Lungo il fiume lungo il fiume andrò Ma al destino del potere i miei figli non darò Nella terra io scomparirò in un giorno di gennaio verso il vento partirò (volerò) Ho vestito con mia moglie i vestiti della festa Una tomba senza nome nella terra bruna resta Sono un numero che vola in un mare desolato Prigioniero del partito prigioniero dello stato Lungo il fiume lungo il fiume andrò e i miei campi abbandonati in un sogno rivedrò Nella terra nella terra addio finirò la mia stanchezza in un sorridente (un lungo e mesto) oblio Ho finito le mie mani ho finito la mia carne ho finito le mie ossa ho finito il mio colore annullato nella gioia annullato nel dolore canterà per me la terra dal profondo del mio cuore Lungo il fiume io riposerò ma le mani a quei banditi d’ora in poi non le darò Nella terra avrò casa mia con la mia dolente moglie tornerò a volare via Con la mia dolente moglie proverò a volare via.
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