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PANE GIUSTIZIA E LIBERTA ‘
Quand’ero in studio a registrare il nuovo album
( si intitola “Dolce resistenza” ed è in
uscita in questi giorni), avevo in mano questa
canzone e il mio desiderio era quello di
“dividerla” con chi, per comune sensibilità sia
musicale che culturale, potesse in qualche modo
“sentirla” come sua, potesse in qualche modo
“viverla” come un pezzo della propria strada. E’
stato “naturale” chiamare Marino e Sandro ed è
stato “naturale” che loro ci fossero, non solo
per reciproca e antica stima artistica e umana,
ma per lo stesso amore ed interesse che abbiamo
per certe storie d’Italia. Così, questa canzone
che racconta di Nuto Revelli e che si intitola
“Pane, giustizia e libertà” chiude il mio ultimo
album. Ospitando la voce e la chitarra dei due
Gang.
Nuto Revelli non è stato solo uno scrittore che
ho amato molto, ma anche un uomo che ha vissuto
la sua vita in un modo che ho sempre ammirato.
Fu giovane tenente degli alpini in Russia, capo
partigiano di “Giustizia e Libertà”, splendido
scrittore e raccoglitore instancabile, nelle sue
opere, delle testimonianze di un mondo contadino
che vedeva svanire giorno per giorno nel suo
Piemonte. Questa ballata tocca alcune tappe
della sua vita e prova a raccontarne le
successive scelte, toccando la progressiva
comprensione di quanto gli accadeva intorno,
fino alla scelta fondamentale di “scrivere per
non scordare”, lasciando delle tracce che
fossero le più chiare possibili. L’inciso della
canzone ruota intorno al concetto che una
qualsiasi idea di giustizia e di libertà non può
essere sganciata all’idea del pane, in senso
storico ma anche senza un tempo definito, e che
questa sia l’unica e santa ragione di giusta
guerra, quando votata alla necessità di
sopravvivenza di un uomo e fusa col suo bisogno
di libertà e giustizia. La canzone viaggia
dentro un pezzo di storia d’Italia, ma credo che
potrebbe essere “girata” dovunque e i Gang sono
stati perfetti compagni di strada, fratelli e
soldati senza fucile.
Massimo Priviero |
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